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La strada dell’argento…

Il titolo ricorda i percorsi dei territori tra Boemia e Sassonia attraversati per circa trecento chilometri dai carri che dal 1700 hanno iniziato a trasportare l’argento estratto nelle miniere caratterizzanti questa parte del nostro Vecchio Continente. Una storia molto intensa ed emozionante. Sull’argento c’è davvero tanto da raccontare, come la complessità vissuta negli ultimi mesi dai lavoratori delle miniere di argento e di rame del Perù, così come letto in un interessante articolo della storica rivista The Northern Miner.

Nelle ultime settimane la strada tracciata dell’argento, intesa dal punto di vista finanziario, continua a far sperare molti investitori. Prima di dedicare il mio articolo all’analisi tecnica sul silver, è fuor di dubbio la curiosità che nutro nei confronti di questa commodity, spingendomi verso letture molto datate che partono addirittura dal padre della medicina che lo utilizza per la prima volta nel IV secolo a.c. per la cura delle ferite. E’ dai tempi di Ippocrete che l’argento è considerato un elemento molto importante anche in campo sanitario, sino ad arrivare nel settore della farmacologia moderna che da fine ottocento fa del filo d’argento un ottimo farmaco per ridurre le infiammazioni post-operatorie.

Ho iniziato il mio approfondimento scrivendo queste prime righe perché spesso ritrovo e ricordo piacevolmente, tra le innumerevoli letture e studi concentrati su questa materia prima al fine di implementare le mie analisi, i momenti in cui da bambino andavo a trovare nel suo studio medico il mio caro nonno materno. Spesso in quelle occasioni, mi è capitato, per innata curiosità, di leggere i famosi “bugiardini” delle medicine ed un giorno, lo ricordo perfettamente, mi sono trovato dinanzi all’argento. Questa cosa ha generato il mio stupore e proprio quella ha rappresentato una delle prime occasioni in cui mi è stata argomentata la grande rilevanza del metallo prezioso per la medicina. Ed è proprio così. Se pensiamo che la gran parte dell’argento estratto viene utilizzato e richiesto dal settore industriale e quindi anche dalle aziende farmaceutiche. 

Al netto delle divagazioni, in questi giorni, durante i miei interventi e webinar sulle Commodities, mi è stata posta una domanda specifica sulla possibilità di vedere il prezzo del silver sui livelli oltre gli attuali, facendo riferimento ai massimi raggiunti attualmente dall’oro che ha sostanzialmente riagganciato i prezzi del 2011 quando le candele di agosto e di settembre, con le lunghe ombre, hanno solleticato i 1900 dollari l’oncia. La mia risposta è stata molto precisa. Certamente l’argento sta fornendo segnali molto concreti, anche dal punto di vista grafico. Rientrato nel trading range configuratosi nei mesi precedenti la crisi sanitaria, rompendo anche la resistenza a 19 dollari che ha rappresentato la parte alta del box, del perimetro superiore all’interno del rettangolo, con supporto a 16,90 dollari, tuttavia pensare di osservare prezzi del 2011 così come per il metallo giallo, è sicuramente non plausibile. 

Basta visualizzare i grafici ed andare a ricercare la narrazione di quello che è accaduto nel periodo considerato, in quanto la quotazione raggiunge il record storico dei 47-48 dollari, stretta conseguenza di un clima di incertezza e di una ingente domanda da parte degli investitori, senza dimenticare la fonte di liquidità, anche in quel caso, da parte  della Federal Reserve, fornita al sistema finanziario ed a quello industriale degli Stati Uniti, nel tentativo di risollevarsi dalla crisi. Lo stesso Silver Institute (dal 1971 rappresenta l’associazione internazionale ed include le principali case minerarie d’argento, le raffinerie, i fornitori di lingotti, i produttori di prodotti in argento e i grossisti di prodotti di investimento in argento) attraverso una ricerca presentata in quegli anni a New York, ha previsto proprio una impennata del prezzo che addirittura nei quattro mesi di quel 2011 è cresciuto di oltre la metà del suo valore di riferimento. Tale ricerca e questi poderosi numeri mi hanno fatto tornare alla mente una mia vecchia ricerca che mi ha fatto imbattere nella storica speculazione da parte dei fratelli Hunt degli anni settanta quando i prezzi sono schizzati alle stelle. 

Sebbene l’argento segue delle dinamiche differenti rispetto all’oro, ad ogni modo è trascinato anche dalle performance del fratello maggiore, fermo restando che esistono dinamiche che lo caratterizzano e ne consolidano le specificità. Rispetto all’oro risente maggiormente del rallentamento economico globale poiché essendo un ottimo conduttore elettrico e termico, duttile e malleabile, conduttore di calore, viene utilizzato dal settore dell’automotive (specifici approfondimenti effettuati dal World Silver Institute evidenziano che oltre 36 milioni di once d’argento vengono utilizzate ogni anno nei veicoli a motore) dalle aziende farmaceutiche, dalle industrie che si occupano della produzione di smartphone e tablet, il settore della fotografia, nel fotovoltaico (in uno dei comunicati stampa rilasciati dal Silver Institute sottolinea la sua rilevanza nel settore fotovoltaico per almeno i prossimi dieci anni). Detto questo, non deve destare una sorpresa inaspettata l’impatto negativo causato dalla crisi per qual che riguarda la richiesta industriale, anche se dopo una forte contrazione avvenuta nei mesi di marzo e aprile la domanda inizia a fornire dei segnali di miglioramento per via delle riaperture. 

Dal punto di vista finanziario, nel secondo trimestre gli investimenti in ETF avente come sottostante argento sono aumentati notevolmente. Gli investitori hanno accumulato argento nel primo semestre dell’anno alimentando un aumento della domanda del 10 % e se pensiamo a quello che abbiamo visualizzato anche graficamente in relazione al Gold/Silver ratio riusciamo ad intercettare un quadro ancora più ampio e chiaro della situazione. Il rapporto sta ad indicare la forza relativa dei due metalli. Rappresenta, detto in parole semplici, quante once di argento sono necessarie per acquistare un oncia d’oro. Quando aumenta il ratio, cosi come si è verificato negli ultimi tempi, addirittura a marzo è arrivato a 127 mentre attualmente si attesta tra 94 e 98, significa che il metallo giallo diventa più costoso rispetto all’argento. 


La decisa ripresa, dopo il crollo che si è registrato anche sull’oro nel mese di marzo per le ragioni che in più occasioni sono state ben narrate, viene plasticamente rappresentata dal grafico giornaliero, con una trendline chiaramente definita e pulita che ha ricalamitato la quotazione in area pre-pandemia.

Il silver può continuare a fornire ulteriori fasi long, ponendo assolutamente attenzione a potenziali ritracciamenti, considerando gli scenari di estrema incertezza anche dal punto di vista geopolitico e per le aspre tensioni che alimentano l’enorme clima di incertezza, non solo dal punto di vista legato alla crisi pandemica. Emergono in maniera dirompente molti limiti di un mondo che ha visto nella globalizzazione spinta come unica meta da raggiungere, a volte con regole del tutto altalenanti che hanno esse stesse, per certi aspetti, traghettato lo stesso processo al capolinea. 

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