Opzioni: cosa sono e come funzionano

Le opzioni finanziarie: come si usano nel trading online? Come funzionano? Che cosa sono le opzioni vanilla?

Nel trading online ci sono molteplici strumenti finanziari da poter utilizzare per i propri investimenti. Sicuramente nella ricerca avrete sentito parlare del mercato azionario regolare, obbligazioni e bond, ma il mondo dei prodotti derivati è ancor più vasto. Nel seguente articolo analizzeremo cosa sono le opzioni, come funzionano, i profili di rischio ed i vari tipi di sottostanti a cui fanno riferimento.

Cosa sono le opzioni

Le opzioni finanziarie sono strumenti derivati come nel caso di prodotti CFD e futures, sono strumenti finanziari il cui valore è derivato da un sottostante che può essere: 

  • Reale: nel caso in cui dipenda da commodities (materie prime) come grano (wheat), Petrolio (WTI & Brent), oro (Gold), Caffè (Coffee) etc.
  • Finanziaria: l’opzione in questo caso avrà sottostanti come azioni, obbligazioni, tassi di cambio, indici, etc.

Le opzioni finanziarie danno il diritto e non l’obbligo a chi la acquista, dietro il pagamento di un premio, di esercitare una call (acquisto) o put (vendita) dell’attività sottostante in una data determinata allo strike price, nei paragrafi successivi vedremo cosa solo le opzioni call e le opzioni put nel dettaglio.

La data di scadenza delle opzioni è variabile, possono avere scadenza mensile, ma nella maggior parte dei casi la scadenza è il terzo venerdì del mese, chiamato anche “triple witching day” (il giorno delle tre streghe), giorno in cui i trader speculatori professionisti possono operare per sfruttare la volatilità ed i volumi elevati, che sono conseguenza dell’alto numero di contratti in scadenza.

Come funzionano le opzioni

Le opzioni sono un asset finanziario che può essere acquistato pagando un premio e ogni azione ed in genere rappresenta 100 unità del valore sottostante, quindi come nel caso della leva finanziaria dei prodotti cfd e contratti future i movimenti di prezzo sono amplificati.

L’opzione in cui si vorrà investire avrà una determinata data di scadenza e strike price. Lo strike price è la soglia di prezzo dove l’opzione acquistata, o venduta, andrà “In The Money”.

Le soglie sono standardizzate nell’industria delle opzioni finanziarie e variano da 1,2,5,10$ e sono sempre basate sul prezzo corrente dell’azione sottostante.

Il valore del premio da pagare per acquistare un opzione, (il vero prezzo dell’opzione)  si può considerare formato da due elementi: valore intrinseco e valore temporale. 

Si parla di valore intrinseco (valore di un’opzione) quando si calcola la differenza tra il prezzo di esercizio e il prezzo dell’asset, quando il prezzo dello strumento finanziario di riferimento è superiore allo strike price.

Il valore temporale è pari alla differenza tra valore dell’opzione e dal suo valore intrinseco.

Questa componente è la parte di prezzo che tiene conto della volatilità del titolo, del tempo alla scadenza e dei tassi di interesse. Può essere anche considerato come il valore che un investitore è disposto a pagare in aggiunta al valore intrinseco.

Bisogna tenere bene a mente che man mano che un’opzione si avvicina alla sua data di scadenza, tende a perdere valore.

Altro dettaglio rilevante è da vedere nel tipo di opzione che si vuole utilizzare, ossia opzione Europea oppure opzione Americana.

Le prime possono essere esercitate solamente in data di scadenza o di esercizio, mentre le opzioni americane possono essere esercitate in qualsiasi momento fino a data di scadenza e naturalmente anche a scadenza. Ciò rende le opzioni americane Marking to Market. Come spiegato nell’articolo sui future di iBroker, la plusvalenza/minusvalenza è calcolata quotidianamente ed è riflessa sulla propria piattaforma di trading.

Vediamo dettagliatamente cosa sono le opzioni put e le opzioni call e le loro differenze.

Opzioni put

L’opzione put da il diritto di vendere l’asset sottostante a un determinato strike price, acquistato pagando il premio dell’opzione al momento dell investimento.

Come ogni strumento finanziario derivato con l’opzione put si può essere long oppure short e qui il discorso si fa un pò più complicato.

L’acquisto di un’opzione put, andando long, si riferisce all’investimento fatto in previsione di una diminuzione di prezzo del sottostante. Un utilizzo di un opzione put può essere infatti l’hedging, per coprire una posizione lunga su azioni ad esempio, e rendere una posizione priva di rischio concludendo loperazione con somma 0.

Quando i trader vendono opzioni put, andando short, accettano di acquistare, obbligatoriamente, il bene sottostante ad un prezzo concordato, quindi con l’interesse che lo strike price sia inferiore al valore attuale dello strumento finanziario di riferimento (nella sezione esempi ne vedremo un caso in dettaglio). Il venditore di put si vedrà in negativo nel caso in cui il prezzo dello strumento finanziario è inferiore allo strike price, quindi poi lo potrà vendere solamente ad un prezzo inferiore a quello pagato.

Opzioni call

Anche l’opzione call può essere sia long che short e come nel caso precedente vediamo cos’è l’opzione call e poi nei paragrafi successivi faremo un esempio.

Aprendo un trade long su un’opzione call si apre la più classica delle operazione di trading, ossia si punta al rialzo del prezzo del sottostante che può essere un’azione o materia prima. Quindi comprando un opzione call pagando il premio dell’opzione, si acquista il diritto di comprare un bene finanziario ad uno strike price determinato in una data prestabilita. 

Inversamente, aprendo una posizione short su una opzione call, il trader ribassista riceverà il premio dell’opzione, ma avrà l’obbligo di vendere il sottostante nella data di scadenza dell’opzione se tale verrà esercitata al “call buyer”.

Le opzioni sono un prodotto regolamentato?

Il mercato delle opzioni come quello dei future è soggetto ad uno stretto controllo da parte dei regolatori, per via della loro complessità, dei loro costi di intermediazione e dell’elevata esposizione data dalla leva finanziaria. Questa regolamentazione è quindi necessaria per prevenire attività illecite e difendere l’investitore da comportamenti fraudolenti di terze parti.

Ci sono diversi regolatori per quanto riguardanti questo strumento finanziario che dipendono dal sottostante su cui si basa il prezzo dell’opzione.

SEC (Securities and Exchange Commission) e CFTC (Commodity Futures Trading Commission) sono i regolatori che si occupano delle opzioni su indici ed azioni.

Le opzioni su forex, materie prime e futures sono invece regolati dalla FINRA (Financial Industry Regulatory Authority).

Vantaggi, costi e rischio delle opzioni

Arrivati a questo punto vi chiederete, ma investire in opzioni ha vantaggi?

Come ogni strumento finanziario derivato, le opzioni offrono notevoli vantaggi per i trader ma anche diversi rischi. 

Partendo dai vantaggi, si può menzionare il fatto che le opzioni (dipendendo dalla posizione) conferiscono il diritto e non l’obbligo di acquistare il sottostante su cui è derivata l’opzione. Avendo la scelta, il rischio è limitato al costo del premio dell’opzione nei casi aventi il diritto. Corre il rischio più grande chi avrà l’obbligo di acquistare o vendere il sottostante allo strike price nel giorno di scadenza dell’opzione, perché le perdite possono essere ingenti, consulta il grafico nei paragrafi precedenti.

Altro vantaggio è l’uso delle opzioni per copertura dei propri investimenti in maniera economica. Dato il loro costo limitato al premio, un investitore potrà andare in hedging su 100 azioni che già possiede, facendo l’operazione inversa con un opzione.

La speculazione è tra i vantaggi più conosciuti delle opzioni, per via dell’economicità e dell’elevata leva finanziaria, quindi un must da conoscere per i trader più aggressivi.

La vastità dei tipi di opzioni è uno dei vantaggi principali, sfruttato dai trader professionisti. Data l’ampia scelta di tipologie di opzioni, l’investitore potrà elaborare strategie di trading di arbitraggio che permettono di creare potenziali guadagni in qualsiasi condizione di mercato.

Come anticipato, operare sulle opzioni è molto economico e con iBroker si parte da una commissione di 0.75€ per contratto, mentre il margine di mantenimento dipenderà in funzione della posizione globale aperta.

Ogni opzione ha come dimensione di contratto almeno 100 unità dello strumento sottostante (può variare fino a 1000 unità nelle stock options) ed il lotto minimo èa 1 contratto.

I rischi delle opzioni invece possono essere chiaramente la sovraesposizione a mercato, data la leva finanziaria è un’arma a doppio taglio, ma anche la scarsa conoscenza del mercato del sottostante. 

Esempi

Analizziamo le tipologie di opzioni con: un esempio long su opzione call ed uno short su opzione put, in entrambi i casi in stile europeo siccome verrà portato a scadenza.

Come anticipato il compratore di un’opzione call ha come obiettivo guadagnare dall’incremento di prezzo del sottostante. 

Sapendo che un opzione su azioni corrisponde a 100 azioni, il trader opta di comprare un’opzione call con strike price a 10€, pagando un premio di 100€ con data di scadenza ad un mese.

Quando l’opzione arriverà a data di scadenza, il possessore del diritto di acquisto sceglierà se esercitare l’opzione quando il prezzo sarà superiore allo strike price, vediamo 3 casi differenti:

Opzione In the money: il prezzo dell’opzione sale a 15€, il trader avrà interesse a comprare le azioni, quindi eserciterà il diritto, perché pagherà 100 azioni 1000€ (100×10€) e le potrà vendere per 1500 immediatamente, quindi realizzando una plusvalenza sulle azioni di 500€, sottraendo il premio pagato in principio, il trader avrà realizzato 400€ di guadagno.

Opzione At the money: il prezzo dell’opzione sale a 11€. In questo caso l’opzione sarà ATM, ma il trader non ha realizzato guadagno sull’operazione perché comprerà per 1000€ e ne ricaverà 1100€, meno il premio il trader avrà realizzato 0.

Opzione Out of the money: il prezzo dell’opzione scende a 4€. In questo caso esercitare l’opzione non sarà contemplato dal trader perchè nel caso in cui esercitasse il suo diritto d’acquisto, pagherebbe 100 azioni 600€ in più del valore attuale. (400-1000-100= -700€)

Questi tre esempi sono necessari per capire uno dei vantaggi dell’operare su opzioni, che abbiamo menzionato nel paragrafo precedente, ossia della perdita limitata.

Ora un esempio su una potenziale perdita illimitata con uno short su opzione put.

Il trader che realizzerà questa operazione avrà interesse che il prezzo rimanga stabile oppure salga, pur sapendo però che il suo guadagno rimarrà sempre limitato al premio ricevuto da chi ha sottoscritto l’opzione put long.

Parlando in numeri, il trader vende l’opzione put con premio di 200€, con strike price 12€.

Lo short-seller, tenendo in considerazione i 200€ di premio ricevuti per la vendita dell’opzione, sarà in guadagno nell’intervallo di prezzo del sottostante che oscilla tra 10-12€, poiché quando il valore andrà al disotto del prezzo minimo sarà obbligato a comprare a prezzi più alti dei correnti.

Numericamente, se il prezzo dell’azione scendesse a 9€, il compratore della put deciderà quindi di esercitare l’opzione e il venditore dovrà pagare 1200€ (12€x 100 azioni), avendo ricevuto il premio di 200€ in precedenza si troverà in mano 100 titoli del bene sottostante ma con 100€ di valore in meno. 200€ (premio) + 900€ (valore azioni acquistate) – 1200 (prezzo pagato) = -100€ 

La domanda sorge spontanea, perché un trader dovrebbe essere interessato ad avere un guadagno massimo ma un perdita senza limiti?

Vendere allo scoperto un’opzione put può essere molto rischioso e con un rischio potenzialmente illimitato, ma l’interesse principale del venditore dell’opzione sarà avere il premio monetario immediato e soprattutto, nel caso in cui sarà obbligato a comprare il bene sottostante, rimarrà comunque proprietario di uno strumento finanziario che si è svalutato, ma secondo le sue analisi di trading è destinato a risalire o comunque ha interesse a mantenere l’asset nel proprio portafoglio di trading.

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Opzioni sulle azioni

Le opzioni su azioni, stock options, sono strumenti finanziari derivati disponibili sia in versione europea che americana.

Queste opzioni danno il diritto di acquistare titoli azionari di società quotate in una data predeterminata allo strike price per cui si è voluto pagare il costo dell’opzione, il premio.

Un esempio che va fatto sulle stock options è sicuramente il rinomato “GME endgame”, dato che il trader principale che ha la call option più grande pubblicata finora, ha sempre mantenuto la propria convinzione che l’azienda fosse sottovalutata ed ha acquistato opzioni call a prezzi stracciati con strike price elevati. Essendo un’opzione americana, quindi marking to market, il guadagno è calcolato giorno per giorno e si è arrivati a parlare di milioni di guadagno, questo dovuto sia all’effetto leva finanziaria sia per il prezzo dell’opzione che risultava bassissimo.

Opzioni sugli indici

Le opzioni sugli indici sono strumenti finanziari derivati, che hanno come sottostante un indice di borsa. Questo tipo di derivato è da considerare come opzione europea, dato che in molti casi è esercitabile solo nel giorno di scadenza.

Una delle opzioni sull’indice italiano è il MIBO, o meglio conosciuto come S&P/MIB, disponibile nella piattaforma di trading di iBroker, il cui valore è determinato da un paniere di titoli che include le 40 maggiori società italiane ed estere quotate sui listini della Borsa Italiana.

Questo tipo di opzione è utilizzato maggiormente per coperture di portafoglio azionario, ma anche per approfittare di volatilità nel breve termine per speculare.

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